L'amore e le cure per gli animali con esperienza trentennale

la leishmaniosi del cane

La leishmaniosi del cane

leishmaniosi canina

flebotomo

La leishmaniosi del cane è’ una malattia dovuta ad un protozoo, la leishmania infantum, trasmessa dai pappataci (phlebotomum papatasi), che colpisce un gran numero di cani in Sardegna ed in tutto il bacino del mediterraneo.
E’ una malattia complessa, che richiederebbe una trattazione ben più vasta, ma che cercherò di riassumere nelle cognizioni pratiche più importanti ed utili.

trasmissione della leishmaniosi del cane

Si manifesta generalmente in autunno – inverno, considerato che il contagio avviene nei periodi caldi in cui i flebotomi (pappataci) sono più attivi, con un periodo d’ incubazione della malattia che può durare anche diversi mesi.

 I flebotomi sono molto diffusi nelle nostre campagne e nelle periferie delle città, dove ci sono giardini con vegetazione folta e umidità elevata.

Essi pungono soprattutto al tramonto ed all’ alba, succhiando il sangue dalle giunture mucocutanee, quindi labbra, naso, congiuntiva, vulva ecc..

Fortunatamente non ibernano ed ogni primavera avremo una nuova generazione di pappataci non infetti.

Consiglio vivamente l’ uso sui cani di prodotti repellenti a base di deltametrina o permetrina, che hanno una discreta efficacia nel prevenire la puntura dell’ insetto.

Chi possiede un canile all’ aperto, può invece proteggerlo con una zanzariera fitta, che rappresenta un’ ottima barriera meccanica.

 

I sintomi principali della leishmaniosi del cane sono:

leishmaniosi canina

dimagramento e forfora cutanea

Dimagramento, ulcerazioni cutanee che non guariscono, forfora cutanea soprattutto intorno agli occhi e testa, che tendono a diffondere in tutto il corpo, cherato-congiuntivite refrattaria ai trattamenti medici, epistassi ( perdita di sangue dal naso ), ingrossamento linfonodi e milza, abbattimento, zoppie ed onicogrifosi ( crescita abnorme delle unghie ).

la leishmaniosi del cane

onicogrifosi

Questi sono i sintomi più diffusi, che possono anche presentarsi isolatamente o essere poco evidenti soprattutto nelle  fasi iniziali della malattia.

Si considera comunque che esistono portatori sani che non si ammalano , e malati subclinici, cioè con sintomatologia assente ma che trasmettono la leishmaniosi del cane e sono importanti per il mantenimento dell’epidemia.
Gli organi interni più colpiti sono i reni, la cui compromissione condiziona pesantemente prognosi e terapia.

E’ importante perciò la precocità della diagnosi, per prevenire lesioni renali gravi talvolta incompatibili con la vita.

terapia della leishmaniosi del cane

La cura della leishmaniosi del cane è  problematica,  non esistendo uno schema preciso perchè influenzato dallo stato di salute del cane e da variabili ambientali e gestionali.

Seppure la guarigione sia un evento raro e controverso, se ben seguito, il cane può vivere felicemente il resto della sua vita senza grossi problemi.

Evitare il “ fai da te “ ed affidarsi al  veterinario per stabilire  cura e controlli dello stato di salute .
In medicina, prevenire è meglio che curare, per cui è necessario conoscere il parassita e cercare di prevenire il contagio.

 Attualmente è disponibile un vaccino che migliora la resistenza dell’animale all’infezione, ma non fornisce una protezione totale.
Inutili i trattamenti ambientali con antiparassitari,perchè essendo animali esofili, è inutile disinfestare dentro magazzini e cucce.
E’ importante controllare con un’ analisi del sangue i cani a fine estate- inizio autunno, permettendo così una diagnosi precoce ed una terapia più efficace.

La leishmaniosi del cane è trasmissibile all’uomo?

La leishmaniosi del cane è una zoonosi, cioè malattia trasmissibile all’ uomo che va denunciata all’ASL, per cui evitiamo che circolino cani infetti  non curati.

Curare il cane è un dovere sociale e sanitario per evitare la diffusione della malattia.

La trasmissione   all’uomo avviene solo tramite puntura del flebotomo, per cui curare bene il cane non pone a rischio il proprietario.

La grande diffusione nei cani, fortunatamente, non ha corrispondenza nell’uomo, la cui infezione risulta episodica e  curabile.