In sintesi
- 🎬 Le mie ragazze di carta
- 📺 Rai 1 HD, ore 21:25
- 📖 Un film di formazione ambientato nella provincia veneta alla fine degli anni ’70, che racconta la storia della famiglia Bottacin alle prese con il passaggio dal mondo rurale a quello industriale, tra nostalgia, crescita e memoria collettiva, con un cast d’eccezione e atmosfere autentiche.
Le mie ragazze di carta, Rai 1 HD, Luca Lucini, Maya Sansa, Andrea Pennacchi e la provincia di Treviso fine anni ’70: stasera la TV generalista italiana mette al centro l’identità e la memoria collettiva con una prima visione che promette nostalgia, delicatezza e un tocco di commedia all’italiana capace di coinvolgere più generazioni davanti allo schermo. Sei in cerca di un film che non sia soltanto una storia, ma un piccolo tuffo nella nostra storia? Questa è la scelta giusta per il tuo venerdì di fine agosto!
Le mie ragazze di carta: racconto di formazione nella provincia veneta
Provincia veneta, fine anni Settanta. La famiglia Bottacin si ritrova suo malgrado sulla linea di faglia tra passato rurale e presente industriale: i campi e la comunità contadina si sgretolano di fronte alla crescita della città e alla progressiva perdita dei valori condivisi. Al centro di questo cambiamento epocale c’è Tiberio, adolescente come tanti, sospeso tra la spinta verso il futuro e la paura di perdere i punti di riferimento della sua infanzia.
Il film – girato in autentiche fattorie trevigiane con la partecipazione attiva degli abitanti locali – si distingue per la sua autenticità. Non è tratto da una storia vera documentata, ma le vicende della famiglia Bottacin risuonano profonde e credibili. L’esperienza della provincia narrata da Lucini attinge alla memoria collettiva: vuoi la presenza costante del padre Primo, difensore delle tradizioni, vuoi la figura dolce e forte della madre Anna, elemento d’equilibrio tra ciò che si perde e ciò che si guadagna nel passaggio all’età adulta.
Cast, commedia e autenticità: Maya Sansa, Andrea Pennacchi e volti contemporanei
Quando si pensa a una commedia italiana capace di farti riflettere, la regia di Luca Lucini rappresenta una sicurezza: dall’intramontabile “Tre metri sopra il cielo” ad “Amore, bugie e calcetto”, Lucini ha sempre trovato la formula giusta per raccontare i sentimenti italiani. Qui il livello del cast dà una spinta in più: Maya Sansa, attrice poliedrica già iconica per “La meglio gioventù”, e Andrea Pennacchi, che si conferma ancora una volta traghettatore delle storie del Nordest, sono semplicemente perfetti per dare corpo e anima ai genitori di Tiberio, interpretato con sensibilità da Alvise Marascalchi. Non mancano volti amati come Cristiano Caccamo, già protagonista di molte serie di successo del prime time, e Raffaella Di Caprio, presenza giovane e magnetica nello scenario del cinema italiano contemporaneo.
Curiosità nerd? Pennacchi, che da sempre ama le radici della sua terra, ha partecipato alla creazione dei dialoghi aggiungendo espressioni tipiche e modi di dire autentici, mentre Maya Sansa si è totalmente immersa nel ruolo tanto da abitare per settimane nella location di campagna per osservarne le gestualità e la quotidianità.
- Le scene rurali – arricchite da veri attrezzi, auto e comparse locali – infondono al film una credibilità rara nella commedia moderna.
- Aneddoti da set: molte scene sono nate proprio dall’improvvisazione degli attori, per dare freschezza e naturalezza ai rapporti familiari.
Impatto culturale, memoria collettiva e identità nelle commedie italiane
Chi ha vissuto negli anni Settanta, o chi ha ascoltato i racconti dei nonni, troverà in “Le mie ragazze di carta” un vivido affresco di quell’Italia ‘in bilico’ tra l’odore della terra e l’asfalto che avanza. Il film si fa prezioso perché riflette, con delicatezza e ironia, su come si diventa adulti mentre tutto cambia intorno, su come sia fondamentale sapere da dove veniamo anche nel mezzo della rivoluzione sociale e tecnologica.
Dopo il suo passaggio in sala, l’opera ha riscosso grande affetto nelle zone d’ambientazione – specialmente in Veneto – e una standing ovation nei festival locali, dove gli spettatori si sono ritrovati commossi davanti alle atmosfere rievocate. Non mancano però spunti per i più critici: qualche commentatore ha sottolineato una certa indulgenza negli stereotipi di provincia, ma alla fine la genuinità degli interpreti e la regia mai sopra le righe di Lucini danno ragione a chi cerca nel cinema italiano il calore della memoria e la spinta a non dimenticare.
Dal punto di vista della storia della “commedia di provincia”, “Le mie ragazze di carta” mostra con umanità e ritmo come ogni generazione sia costretta a scendere a patti con il progresso. Il titolo stesso, che richiama tanto ai primi turbamenti adolescenziali di Tiberio quanto alla fragilità della memoria, è diventato negli ultimi mesi piccolo cult della nuova narrazione famigliare italiana.
Il film si attesta su voti favorevoli (tra il 3 e il 4 su 5) nei principali portali, grazie anche a un pubblico trasversale che ama rivedersi nei volti e nelle storie raccontate. L’empatia dei personaggi, la regia solida e la colonna sonora di sapore vintage fanno di questa prima TV una scelta da non perdere, per chi ama la commedia intelligente e il racconto delle radici.
Non resta che accendere la TV: stasera su Rai 1 “Le mie ragazze di carta” è l’occasione per riscoprire il piacere del racconto all’italiana, tra sorrisi, malinconia e una spruzzata di autentica modernità.
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